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Io, diversa

diversa
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Biografia essenziale

Identità, diversità, razzismi consapevoli od innocenti sono temi di scottante attualità che lo spettacolo affronta in modo singolare: sulla scena, Véronique Nah si  racconta, svelando con leggerezza ed umorismo la complessità della comunicazione umana spesso intrisa di equivoci, stereotipi e distorsioni della realtà.
“Sono nata tra le nevi del Canada, vivo tra le verdi colline della Toscana, eppure il color caffellatte della mia pelle vi fa viaggiare per i mari del sud. Non c’è quindi una Véronique ma due: quella che conosco io e quella che conoscete voi”.
Con musiche, balli e costumi suggestivi, Véronique Nah invita grandi e piccoli a compiere un viaggio insieme a lei: un’opportunità per lo spettatore di attraversare con l’immaginazione lontani paesi e anche, come in un gioco di specchi, di interrogarsi sulla propria identità.
 

 
 

Zappe, chiodi, cavatappi ed altri strumenti scientifici

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Biografia essenziale

In molti casi la scienza semplifica la vita. Questo vale soprattutto quando  migliora e raffina le tecniche che utilizziamo quotidianamente per portare avanti le semplici attività di tutti i giorni. Anche per questa ragione, oltre che per l’innata curiosità di ogni uomo e di ogni donna di questo pianeta,  la cultura popolare ha fatto proprio il sapere scientifico. La scienza può rendere infatti la vita più facile ed il lavoro meno  faticoso. Dietro ogni vite, ogni cavatappi, ogni aratro, ogni telaio si nasconde un occhio scientifico, curioso, attento e sapiente. Il desiderio è sempre quello di capire come funziona il mondo e, quando possibile, di migliorarlo. In “Zappe, chiodi, cavatappi ed altri strumenti scientifici” Lara Albanese, nota divulgatrice scientifica, e Alessandro Libertini, raffinato autore e regista teatrale, danno vita ad una conferenza fuori dal comune. Tra disquisizioni erudite, divertenti dimostrazioni scientifiche ed argute battute di spirito, i due protagonisti conducono gli spettatori di tutte le età lungo un itinerario ricco di sorprese, in cui alla conoscenza delle cose attraverso l’esperienza si accompagna il valore delle storie di tanti uomini e donne

 
 

Ba Ba

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“Ba Ba” è un’ode allo stupore, alla capacità degli esseri umani, ed in particolare dei bambini molto piccoli, di meravigliarsi di fronte alle piccole cose: lo strano riflesso di luce che appare su un muro, il profondo suono di una goccia d’acqua su un foglio di carta. Ispirato alle magnifiche composizioni dell’artista visivo Giorgio Brogi, lo spettacolo racconta con semplicità storie di relazioni tra le forme, i colori, le linee, le superfici e i materiali. Due attori, immersi nell’elegante scenografia dell’artista toscano, compiono azioni elementari e suggestive. Trasparenti veli colorati vengono abitati, attraversati, sfiorati, manipolati, in un sottile gioco alla presenza e all’assenza, alla visibilità e all’invisibilità, che suscita nello spettatore la sorpresa che avviva l’attenzione, il sorriso che apre gli animi.

 
 

Obraztsov, tema e variazioni

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I primi decenni del '900 sono  stati caratterizzati da un’intensa ricerca nell' ambito delle arti. In quest’epoca di grande vitalità, il teatro "non umano" era una delle discipline che riusciva meglio ad integrare i nuovi orientamenti dei movimenti artistici. Burattini e marionette diventarono protagonisti di considerevoli sperimentazioni figurative e teatrali: Grosz, Paul Klee, Kandinsky, la scuola del Bahaus, Baty, Appia, Gordon Craig e molti altri si avvicinarono a questo fantastico mondo fatto di materia, movimento, gesto, musica e colore. Ed è proprio da questo straordinario fermento creativo che nasce uno dei miti del teatro d'animazione: Serghej Vladimirovic Obraztsov. Ispirato all’opera del celebre artista moscovita, "Obraztsov, tema e variazioni" è uno spettacolo di cabaret per bambini ed adulti, con attori, burattini e musica dal vivo: un piccolo omaggio ad un grande creatore che ha contribuito in modo determinante alla storia del teatro contemporaneo.

 
 

Celeste

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“E’ possibile che a scrutare le stelle per la prima volta con un cannocchiale sia stata proprio una bambina(…) un adulto non avrebbe mai osato(…) A quell’epoca, guardare il cielo più da vicino era come sconfinare in un terreno sacro. Molti pensavano che per osservare il creato Dio ci ha dato gli occhi, perché allora servirsi di un cannocchiale? Come può un “giocattolo” insegnarci qualcosa? E invece magari è stato proprio nel vedere la figlia usare il cannocchiale come un giocattolo, che a Galileo è venuta l’idea di puntarlo verso il cielo”. Sono parole di Lea, una delle protagoniste dello spettacolo. Siamo nel 1933, a Firenze, nei luoghi dove si respira ancora l’aria di Galileo e di sua figlia suor Maria Celeste. In un'atmosfera ricca di mistero e di colpi di scena, il pubblico è testimone di un incontro segreto tra due educande. Lea e Celeste, ragazze di mentalità molto diverse, intrecciano una conversazione densa di riferimenti al pensiero ed alla vita di Galileo. 

 
 

Con gli occhi di Pinocchio

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Gli autori di "Con gli occhi di Pinocchio", Alessandro Libertini e Véronique Nah, vivono a Castello, un quartiere periferico di Firenze. Negli stessi luoghi, tra il 1881 e il 1883, Carlo Collodi scrisse "Pinocchio". Questa piccola località, le sue atmosfere, il suo paesaggio come i suoi abitanti, hanno sicuramente ispirato molte tra le più belle pagine del celebre capolavoro. Dall'interesse per questa realtà tutta toscana nasce "Con gli occhi di Pinocchio". Libertini, in scena, mostra immagini e racconta fatti ed episodi legati alla sua quotidianità, crea collegamenti con la vita e l'opera del Collodi, fornisce notizie, suggerisce atmosfere. Sottile ed ironico itinerario introspettivo, lo spettacolo  tratta temi di ieri e di oggi utilizzando un linguaggio contemporaneo dentro il rito primitivo dello "spectacle vivant". Qualcuno ha definito "Pinocchio": "una storia di sempre, la straordinaria storia dell'ordinario dentro il meraviglioso mondo della vita di tutti i giorni".

 
 

Il risveglio di Sirenetta

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Lo spettacolo è una singolare rilettura del capolavoro di Andersen: “La sirenetta”. In “Il risveglio di Sirenetta”, un’attrice coinvolge il pubblico nella ricerca di un insolito personaggio che tanto ricorda l’affascinante protagonista della fiaba. Seguendo le sue tracce, lo spettatore ripercorre con delicatezza la storia straziante di un amore impossibile.
Attraverso i meccanismi del gioco, lo spettacolo affronta in modo indiretto i temi della diversità e della sofferenza evocati dallo scrittore danese.
A proposito di “La sirenetta”, Andersen ha confessato che mai scrivendo era stato più commosso: “Il risveglio di Sirenetta” è un invito a condividere questa sua straordinaria sensibilità espressiva.

 
 

La magia delle immagini:
la storia dell'arte raccontata ai ragazzi

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Far from intending to exhaust such a vast subject as the history of Western art from the origins to the present day in little more than an hour, the show is presented to an audience of young people and adults as a possible “beginning”:  an introduction to the complex world of art, its history and, especially, the processes through which it takes shape. In “La magia delle immagini:  la Storia dell’arte raccontata ai ragazzi”, an actor interpreting the role of a lecturer recounts the history of images from the tattoo of prehistoric times to Body Art, attempting to give simple answers to many possible questions:  Why did the Egyptians paint that way?  What is scientific perspective?  What does abstract painting depict?  In addition to imparting the fundamentals, however, the protagonist seeks to trigger emotions in a discursion that abounds in sensations:  light, at times ironic, other times rife with suspended, even disquieting atmospheres, suggesting that at the root of the work of art’s creation lie mysterious “magical” questions that can not be explained.


 


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