I 5 Tesori nascosti

visite in forma di spettacolo
di e con Alessandro Libertini e Véronique Nah

progetto biennale in collaborazione con: Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Museo Santa Maria della Scala di Siena, Museo Marino Marini e Museo Stibbert di Firenze, Museo Archeologico  di Artimino, Regione Toscana.

“La meraviglia è l’inizio del sapere, e allorché cessiamo
di meravigliarci corriamo il rischio di cessare di sapere”

da Viaggio al centro… del Centro

Il progetto della Compagnia Piccoli Principi I 5 tesori nascosti consiste nella realizzazione di una speciale visita all’interno di cinque musei: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, Museo Stibbert e Museo Marino Marini di Firenze, SMS Santa Maria della Scala di Siena, Museo Archeologico di Artimino.
Per mezzo del teatro, l’iniziativa mira ad imprimere nella memoria del visitatore l’unicità di questi luoghi, espressioni tra le più alte della cultura toscana.
Un attore ed un’attrice, nei rispettivi ruoli del professore e dell’addetta all’accoglienza, guidano un gruppo di visitatori attraverso un itinerario fuori dal comune. Grazie agli stravaganti comportamenti dei due personaggi, la visita
si trasforma rapidamente in spettacolo. Si ha modo di apprendere, divertendosi, notizie relative alla storia dei luoghi visitati, alle opere ed oggetti conservati.
La peculiarità dell’iniziativa risiede, però, nel suggerire al visitatore un modo inconsueto di avvicinare i linguaggi della pittura, della scultura e dell’architettura, ponendo l’accento sul come
guardare piuttosto che sul  cosa guardare.
La speciale visita nei cinque musei toscani è un modo giocoso di fornire alcune chiavi di lettura dell’opera d’arte: un contributo al dibattito sulla necessità di una didattica dell’arte intelligente ed innovativa.
La condizione indispensabile affinché si manifesti la ricchezza di un luogo, è la presenza attiva di qualcuno disposto a recepirla.
La preziosità di un museo non è data solo dal valore delle opere che custodisce, ma anche da quanto il visitatore vi apporta: la sua sensibilità, le sue conoscenze, il suo patrimonio culturale.
In ogni museo sono esposti tanti tesori ma solo uno è “nascosto”: il visitatore.

Caccia al tesoro  - musei TGR Toscana 17/5/2012.

Trailer I 5 tesori nascosti

Il progetto si sviluppa da maggio 2012 a febbraio 2013.

                 

 

Foto di A. Becattini
"Il tesoro nascosto del Museo Stibbert"

 


   

"Il tesoro nascosto del Museo Archeologico di Artimino"
   

 

"Il tesoro nascosto del Museo Santa Maria della Scala"
   


 

"Il tesoro nascosto del Museo Marino Marini"
   


 

 

Viaggio al centro… del Centro

visita in forma di spettacolo al Centro per l’Arte Contemporanea L. Pecci


“Viaggio al centro… del Centro” è una produzione della Compagnia Teatrale Piccoli Principi in collaborazione con la Sezione Didattica del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato.
Singolare creazione artistica, questa speciale visita al Centro pratese mira ad avvicinare in modo non convenzionale ragazzi ed adulti al complesso mondo dell’arte contemporanea.
Durante questa visita in forma di spettacolo due artisti della compagnia conducono i visitatori in un emozionante itinerario attraverso i luoghi e le opere che costituiscono il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.
Guidati da semplici indizi - segni e tracce presenti negli spazi architettonici del Centro - gli spettatori partecipano ad una vera e propria spedizione che ha il carattere di un’esplorazione, avventurosa e divertente, attorno ai tanti significati nascosti dietro ogni opera d’arte contemporanea.

"Viaggio al centro… del Centro", creato e presentato al pubblico con successo nel 2009, viene ripreso in maggio 2012, nell'ambito dell'iniziativa regionale "Amico museo", come prologo del progetto I 5 Tesori nascosti.



ideazione: Alessandro Libertini e Linda Salvadori
regia: Alessandro Libertini e Véronique Nah
interpreti: Alessandro Libertini/David Batignani e Linda Salvadori
collaborazione all’ideazione e al coordinamento: Riccardo Farinelli
organizzazione: Chiara Fantini
produzione: Compagnia Piccoli Principi, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Regione Toscana.



UMAMI

artistic project Peter De Bie, Alessandro Libertini, Véronique Nah
production Laika/Belgium and Piccoli Principi/ Italy 
in coproduction with Les Grandes Tables de la Friche, Théâtre Massalia Système Friche Théâtre,

Marseille Provence 2013 European Cultural
Capital, Le Volcan Scène Nationale du Havre/ France,
Cultura Nova/Nederland, in collaboration with De Studio/Belgium 

sucré, salé, acide, amer ou…
zoet, zout, zuur, bitter of…

dolce, salato, acido, amaro o…
UMAMI

Prenez un mot prenez en deux
faites les cuir comme des oeufs
prenez un petit bout de sens
puis un grand morceau d'innocence
faites chauffer à petit feu
au petit feu de la technique
verser la sauce énigmatique
saupoudrez de quelques étoiles
poivrez et mettez les voiles
Où voulez-vous donc en venir?
A' écrire ? Vraiment ? A' écrire?
                   Raymon Queneau

In addition to sweet, salty, sour and bitter, there is a fifth taste that goes under the mysterious name of "umami". Almost nobody knows what it tasted like, but everyone can taste it.
Umami is Japanese for ' pleasant savoury taste'. Umami makes your mouth water and it has you licking your lips.Umami always leaves you wanting more. 

Four characters - a scientist, an adventurer, a poet and a chef - whisk the audience off to an uncharted but fascinating territory alive with tastes, smells and colours. The area is explored with weird and wonderful images, words, movement, music and culinary dishes. It is a journey studded with obstacles and pitfalls, a journey of tension and suspense.
The audience looks, listens, feels and... tastes - for real! Idiosyncratic theatre for young and old to enjoy with heart and soul, body and mind.

UMAMI
by
Peter De Bie, Alessandro Libertini, Véronique Nah
with Peter De Bie, Judith De Joode, Alessandro Libertini, Véronique Nah
coaching Jo Roets, Mieke Versyp
culinary concept Peter De Bie
sound design Véronique Nah
lighting design Claudio Coloberti
set Peter De Bie, Alessandro Libertini
costumes Manuela Lauwers, Alessandro Libertini
food Bram Smeyers
tecnical aspects
  Marlies Jacques, Piet Van Deun, Rik Van Gyseghem
photos Phile Deprez
production Pieter Smet

Première August 2013 in Holland , September in France.



Le monde. fr - 13 septembre 2013
Marseille fait danser ensemble art et gastronomie
Dans le cadre du Festival Cuisines en Friche à Marseille.

"C'est bien beau la poésie, mais on mange avec la bouche!" La phrase, prononcée en appuyant bien sur le verbe "manger", a fusé dès les premières secondes du spectacle Umami, donné en ouverture du festival marseillais "Cuisines en Friche", mercredi 11 septembre à la Friche Belle-de-Mai. Une réflexion lancée par un des quatre acteurs de cette pièce gourmande qui, d'emblée, nous projetait au coeur du sujet: gastronomie et culture sont étroitement liées.  Esthétique, sensualité, émotions, mémoire, innovation : il y a tout cela et bien plus encore dans la réalisation, le service et la dégustation d'un bon plat. Umami, imaginé par les compagnies Laika et Piccoli Principi, créé à Marseille, vise à éveiller les enfants à cette richesse: Ce mercredi ils sont venus nombreux assister à la première de ce "spectacle à croquer par le jeune public" comme l'annonce l'affiche. Et en effet, on croque, on aspire, on lèche et on savoure au fil de cette fantaisie à l'issue de laquelle les petits auront découvert un cinquième goût, l'umami (du mot japonais qui signifie "delicieux") différent de ceux - sucrè, salé, acide et amer - qui leur sont familiers. 
Sylvie Kerviel (Marseille)

Le Tadorne - 16 septembre 2013

Umami, “spectacle à croquer par le jeune public", par les compagnies Laika et Piccoli Principi, est la plus belle scénographie du festival. Inspiré d'un théâtre à l'italienne, je me ressens dans une assemblée délibérative du bon goût. De haut, j'observe le jeu de ces acteurs belges et italiens réunis pour la circonstance par le Théâtre Massalia. C'est un laboratoire expérimental où le sol métaphorise la langue, mais où le théâtre se charge de faire émerger ce 5ème goût, à la saveur énigmatique, celui qui est en chacun de nous, lorsque nous communiquons autour d'un plat. Voici donc un chef qui doit se concentrer autour de sa recette tandis que ses compères incarnent ce que l'art de cuisiner procure : passion, folie, créativité, violence, déconstruction, désirs... On se prend au jeu, celui de l'amour et du hazard tout en regrettant finalement d'être abandonné lors du dernier instant : celui du 5ème goût, telle une petite mort surgissant trop vite..

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